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02 mag 2017
STEFANO ACCORSI, QUANDO LA FINZIONE DIVENTA REALTA’
Nella storia del cinema ci sono stati casi di registi, come Roberto Rossellini, e di attori, come Steve McQueen e Paul Newman, che si sono fatti conquistare dal fascino della velocità e si sono messi in gioco nelle competizioni motoristiche.
Stefano Accorsi è un caso del tutto unico. L’attore bolognese si è avvicinato al mondo dell’automobile e a quello Peugeot in particolare per ragioni prettamente professionali, prima come “voce”, in seguito come “volto” in alcuni dei più suggestivi spot promozionali del Marchio e come “ambassador” del Leone. Poi la svolta del film Veloce come il vento, l’incontro con il mondo delle competizioni a cui ha dato corpo ad un personaggio contraddittorio, un ex pilota alle prese con i fantasmi di una carriera rovinata dalla droga. Un’interpretazione a cui ha voluto dare maggiore drammaticità, dimagrendo fino al limite del possibile il suo corpo per renderlo aderente a quello sofferente, scheletrico, emaciato del protagonista Loris De Martino. Proprio come le incredibili trasformazioni fisiche di Robert De Niro in Toro Scatenato o come Michael Fassbender dimagrito fino allo sfinimento per essere credibile nella parte di Bobby Sands, che si lascia morire di fame in Hunger. Una interpretazione, quella di Stefano Accorsi in Veloce come il vento, che quest’anno gli è valsa l’assegnazione del prestigioso David di Donatello come migliore attore protagonista.
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