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16 set 2018

GP Nuvolari 2018 Diario di viaggio Maserati 3ª tappa, domenica 16 settembre

Davvero è già finita? Rido ininterrottamente da tre giorni. Il fotografo a bordo con me anche. Il sorriso sul mio viso si allarga di un centimetro ogni 1000 giri al minuto - sono settemila. Porto la Levante al limitatore e lavoro di freno motore, stacco all’ultimo e scalo le marce tra le curve con disinvoltura.

Modena, 16 settembre 2018 – Davvero è già finita? Rido ininterrottamente da tre giorni. Il fotografo a bordo con me anche. Il sorriso sul mio viso si allarga di un centimetro ogni 1000 giri al minuto - sono settemila. Porto la Levante al limitatore e lavoro di freno motore, stacco all’ultimo e scalo le marce tra le curve con disinvoltura. Tutto è velocissimo, incredibilmente intenso. Le curve, lente o veloci non importa, sono un attimo: non c’è tempo di guardare il contagiri, né il tachimetro. La potenza massima in ogni marcia là si percepisce a orecchio e col corpo. Si è coinvolti dalla testa ai piedi, tirati dentro una storia che racconta di passione e tradizione. In mezzo a vetture storiche così prestigiose, c’è spazio anche per una modernità come quella della Levante: mai fine a se stessa, funzionale solo al piacere di guida e che trae ispirazione dai valori delle Maserati di una volta. Quando saluto Martin, mio compagno d’avventure in questo Gran Premio Nuvolari, ci chiediamo entrambi perché sia finito così in fretta. E perché debba tornarsene in Inghilterra in aereo, e non con la sua Ghibli...

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