21 giu 1999

Lancia Lybra

Qualche volta la tradizione arriva dal futuro: solo uno scatto nel tempo, infatti, consente di reinterpretare davvero segni e valori in un oggetto nuovo in tutto, fuorché nello spirito.

Una Lancia per gli anni 2000

Qualche volta la tradizione arriva dal futuro: solo uno scatto nel tempo, infatti, consente di reinterpretare davvero segni e valori in un oggetto nuovo in tutto, fuorché nello spirito.

Ecco perché Lancia Lybra non deriva direttamente dai modelli che l'hanno preceduta, ma propone la lezione del passato filtrandola attraverso un'esperienza d'avanguardia, quella della concept-car Dialogos, nella quale la Lancia ha anticipato il futuro delle vetture d'élite.

E Lancia Lybra, berlina e Station Wagon, è proprio la vettura élitaria di classe media con la quale il marchio entra negli anni Duemila. Un modello importante non solo perché destinato ad un segmento centrale per volumi, immagine e redditività, ma anche per il doppio obiettivo che si propone.

Da un lato, portare in questa vitalissima fascia di mercato, dove si scontrano tutti i concorrenti più qualificati, contenuti finora riservati alle ammiraglie. Dall'altro, segnare una svolta per la marca, che proprio con Lybra si riappropria di una missione precisa: proporre, in coerenza con la propria storia prestigiosa, un inconfondibile "modo di guidare Lancia". Che significa godere delle prestazioni di una grande stradista, ma senza stress, in un ambiente piacevole come il salotto di casa e capace di trasmettere benessere.

Come si ricorderà, sono gli stessi temi sviluppati dalla concept-car, l'automobile "biodinamica" che non è mai stata puro esercizio teorico, ma invece modello ideale e punto di arrivo al quale proprio Lancia Lybra incomincia a dare concretezza.

Lo fa con uno stile sobrio ma elegante, che rilegge la tradizione guardando al domani. Nel nuovo modello, infatti, forma stilistica e funzione si sposano per offrire da un lato un'evidente parentela dei segni con le Lancia del passato, dall'altro la funzionalità degli anni Duemila.

Le dimensioni sono ragguardevoli per il segmento. Con una lunghezza di 4,46 metri e una larghezza di 1,74 l'auto è 12 centimetri più lunga, 4 più larga ed ha il passo maggiorato di 5 centimetri rispetto al modello che sostituisce. Poi è anche più alta (1,46 metri la berlina e 1,47 la Station Wagon) e tutto ciò attribuisce "importanza" alla vettura (come ci si attende da un'auto di prestigio), ma le consente pure di offrire misure di abitabilità simili a quelle dei migliori concorrenti (1,84 metri dall'acceleratore al filo dello schienale posteriore) e in alcuni casi al vertice della categoria: 92 centimetri per le gambe dei passeggeri posteriori e 1,44 metri di larghezza all'altezza dei gomiti dei passeggeri anteriori che diventano 1,46 per chi siede dietro.

Nel frontale le forme tondeggianti, la calandra incassata e raccolta tra le linee del cofano, i fari tondi richiamano contemporaneamente l'Aurelia e la raffinata aerodinamica di Dialogos (ma quei proiettori con lampade alogene, riflettore bifocale e ottica a superficie complessa danno anche prestazioni tra le migliori del segmento: oltre cento metri di visibilità per il faro abbagliante, con una omogeneità d'illuminazione perfetta nei primi 40, garantita dall'anabbagliante).

Nella fiancata, finestrini "storici" per la loro simmetria, circondati da tanta lamiera che trasmette anche a colpo d'occhio, senza bisogno di numeri, la solidità e la sicurezza della vettura. Le cifre, ovviamente, ci sono e confermano: 100.000 kgm/rad di rigidezza torsionale (76.000 per la Station Wagon); 85 full crash superati brillantemente; 4 airbag di serie (due frontali e due laterali) più cinture con doppio attacco basso sul sedile, pretensionatore e limitatore di carico; nonché terzo appoggiatesta a scomparsa per il sedile posteriore centrale.

Citazioni di ieri, funzionalità di oggi. Il gioco d'equilibrio si ripete anche nella parte posteriore, dove le linee chiudono a V verso il centro, come lo scafo di una barca (la tradizione iniziò con l'Aprilia) e nascondono un bagagliaio di 420 litri, che triplicano sulla Lancia Lybra Station Wagon.

Coerente l'interno, con i suoi tratti di raffinatezza discreta: qualche inserto in legno ecologico, ma non troppi; la plancia bicolore, scura in alto e più chiara in basso per dare spaziosità e luce all'ambiente; sedili come poltrone, con cuciture canneté e rivestimenti in tessuti pregiati, Alcantara® o pelle; superfici opache e gradevoli al tatto, tasti dei comandi neri e lucidi che ricordano le celebri penne Mont Blanc.

Un ambiente di classe, insomma, per delimitare l'abitacolo che è davvero "bolla salubre" e "living room" insieme, vero punto di forza e anche tratto distintivo di un'automobile costruita "a partire dall'interno", con l'obiettivo di offrire un benessere di bordo che è piacere di vivere la vettura in senso lato.

Ecco, allora, un gruppo riscaldatore e un climatizzatore non solo di grande efficienza (la portata d'aria è di 445 m3/h, 50 più della pur apprezzata Alfa 156), ma anche di tipo "dual-zone". Un impianto cioé che permette a guidatore e a passeggero anteriore di regolare in modo diverso la temperatura dell'aria: in pratica come se ognuno avesse il proprio riscaldatore o condizionatore personale.

Il microclima che si desidera, dunque, e soprattutto aria sempre pulita: per la presenza di un doppio filtro che trattiene particelle e pollini, riduce le sostanze nocive e assorbe i cattivi odori e per l'aiuto fornito dall'Air Quality Sensor. Tutte le Lancia Lybra, infatti, sono dotate di un sensore che attiva automaticamente il ricircolo dell'aria quando la vettura viaggia in città, sotto le gallerie oppure è incolonnata. In queste circostanze, perciò, l'abitacolo è isolato dall'esterno e fa registrare al suo interno una riduzione dell'inquinamento che va dal 40 al 70 per cento.

Comfort, benessere, qualità della vita. A fare quest'ultima contribuisce, certamente, anche un Hi-Fi di grande qualità. E per Lancia Lybra, è stato scelto il meglio: un impianto progettato e sviluppato apposta per le due vetture (i parametri di regolazione sono diversi per berlina e Station Wagon) dall'azienda più prestigiosa del settore, l'americana Bose.

Si tratta di 300 Watt musicali di potenza, un amplificatore analogico a cinque canali con circuiti di equalizzazione attiva integrati e sette altoparlanti: due woofer, due tweeter, due midrange e un bass box. Insomma un Hi-Fi capace di riprodurre il suono in maniera straordinariamente realistica, da sala di concerto.

Immersi nella "bolla salubre" dell'abitacolo, comodi e a proprio agio come a casa, circondati dal silenzio (l'eccellente indice di articolazione è 72) rotto solo dal suono cristallino dell'impianto Bose, ci si può concentrare sul dialogo con la vettura.

Quest'ultimo è affidato ad un solo interfaccia, il Sistema Integrato di Controllo (ICS) collocato nel mobiletto centrale. In alto, perché il guidatore possa leggere le informazioni senza distogliere l'attenzione dalla strada. Al centro della plancia, per essere usato facilmente anche dal passeggero e visto da chi siede dietro.

Il dispositivo ha uno schermo multifunzione a colori da 5 pollici a matrice attiva (una novità assoluta per le auto di questo segmento) e svolge il ruolo di cuore informatico dell'auto. Comanda, infatti, autoradio, trip computer, check dei sistemi di bordo, orologio e, quando ci sono, telefono GSM e navigatore satellitare.

La risposta della vettura alle richieste di chi guida è affidata a cinque ottimi propulsori. Tre, tutti plurivalvole, sono a benzina: 1.6 16v da 76 kW (103 CV) - 1.8 16v da 96 kW (131 CV) - 2.0 20v da 113 kW (154 CV). Motori potenti e soprattutto elastici, con un'eccellente erogazione di coppia in un ampio campo di regimi.

A questi si aggiungono due turbodiesel che rappresentano il meglio della tecnologia oggi disponibile nel campo dei motori a gasolio. Si tratta, infatti, del 1.9 JTD da 77 kW (105 CV) e del 2.4 JTD da 98,5 kW (134 CV), entrambi a iniezione diretta del tipo "Common rail".

Il risultato è una gamma di versioni con prestazioni da grandi stradiste, vale a dire automobili per le quali contano certo la velocità di punta (da 185 a 210 km/h) e la capacità di ripresa e di accelerazione (la Lancia Lybra 2.0 20v accelera da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi), ma conta soprattutto la possibilità (per il cliente) di fruire di queste prestazioni guidando senza stress.

Da qui l'approfondito studio tecnico della meccanica di Lancia Lybra che riesce ad offrire tutto il piacere di guida, la tenuta di strada e la sicurezza attiva caratteristiche delle vetture del segmento e contemporaneamente un comfort di stampo squisitamente Lancia.

Il merito va in gran parte alle sospensioni, che abbinano uno schema McPherson davanti ad un nuovo sistema a Bracci Longitudinali Guidati (BLG) dietro. Quest'ultimo permette di controllare meglio i movimenti verticali e longitudinali della ruota, facendo "lavorare" gli pneumatici sempre in maniera ideale rispetto al terreno, con pressioni uniformi su tutta l'area di contatto.

A caratterizzare sul piano della meccanica Lancia Lybra, dunque, una sospensione posteriore particolarmente efficace e sofisticata (la si potrebbe definire una multilink specializzata per il comfort). Poi un impianto frenante che per struttura, dimensioni e materiali è paragonabile a quello delle auto del segmento superiore (l'ABS completo di correttore elettronico di frenata EBD è di serie su tutte le versioni). Infine, un cambio manuale a cinque marce silenzioso e preciso; oppure - in alternativa - il Comfortronic, cambio automatico adattativo a controllo elettronico capace di funzionare in due modi: automatico ("Full auto") e manuale ("Tip").

La leva selettrice, infatti, si muove su una griglia doppia. Quando è nel settore destro, il cambio funziona in modo completamente automatico e consente di guidare con il massimo comfort riducendo i consumi (ancora la guida senza stress). Spostando il cambio nel settore sinistro, la selezione delle marce è affidata all'intervento manuale del guidatore che, spingendo in avanti la leva, sale di marcia, tirandola indietro "scala" (come un joystick) e sfrutta così pienamente le capacità stradali e le prestazioni della vettura.

Nell'insieme Lancia Lybra, si presenta come una grande élitaria di classe media, che in entrambi i suoi allestimenti (Lybra e Lybra LX) offre "qualche cosa di più" sul piano della raffinatezza, della qualità, del comfort e del benessere di bordo. Insomma dell'attenzione all'automobilista e a tutte le sue esigenze, compresa quella di avere a disposizione un "pacchetto" di servizi capace di eliminare ogni preoccupazione legata all'uso della vettura.

Con Lybra, dunque, Lancia propone un'automobile "di valore" nel senso più ampio del termine e questa, si sa, è una caratteristica destinata a durare nel tempo, per tutta la vita della vettura.

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