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02 dic 1998
MOTOR SHOW DI BOLOGNA 1998: AUTONOMY
Al Motor Show di Bologna, Fiat ripropone un tema importante: la mobilità per tutti, compresi coloro, come i disabili, che spesso ne sono esclusi.
Ecco dunque esposte in un'area dello stand dedicata al Programma Autonomy una Multipla Fiat e una Fiat Seicento Citymatic attrezzate sia per consentire la guida ai portatori di handicap sia per trasportare persone con ridotte capacità motorie.
Destinato a facilitare l'approccio dei disabili con la mobilità e in particolare con l'automobile, il Programma Autonomy è divenuto ormai parte integrante della politica di Fiat Auto. Già in fase d'ideazione dei nuovi modelli, perciò, l'Azienda pone grande attenzione ai problemi delle persone con disabilità motorie, progettando, in codesign con aziende leader del settore, le proprie vetture in modo da renderle facilmente adattabili alle speciali attrezzature per la mobilità assistita.
Tutti i dispositivi realizzati sono semplici da installare e si integrano perfettamente nell'abitacolo, senza compromettere ergonomia, abitabilità e comfort. Non pregiudicano, ovviamente, gli standard di sicurezza e si affiancano ai comandi di serie, consentendo così la guida della vettura anche a persone senza difficoltà motorie. Non solo: si possono smontare facilmente ed offrono, quindi, il doppio vantaggio di poter vendere l'auto a prezzo di mercato, recuperando i comandi speciali per trasferirli sulla nuova vettura.
Tra le varie soluzioni tecniche proposte al Motor Show di Bologna, c'è il sistema, realizzato dalla Guidosimplex, che serve ad azionare i comandi tramite la sola voce. È montato su una Multipla Fiat, così come il dispositivo "Ears", un segnalatore luminoso e acustico, che avverte il conducente con problemi di udito quando sta sopraggiungendo un veicolo di soccorso dotato di sirena regolamentare (autoambulanza, auto della polizia, vigili del fuoco eccetera).
Sulla nuova Multipla Fiat saranno applicabili, naturalmente, anche altri dispositivi ormai collaudati, come l'acceleratore a cerchiello meccanico e il freno a leva della Kempf, due dispositivi che trasformano i comandi a pedale (freno e acceleratore) in comandi manuali al volante. E poi ancora la frizione automatica, l'acceleratore a cerchiello elettronico e il freno di servizio a leva della Guidosimplex.
Oltre alle attrezzature che servono ai disabili per guidare, ci sono quelle per il loro trasporto, come i sedili anteriori girevoli (studiati appositamente per la nuova "sei posti"), che agevolano l'ingresso in auto anche a persone anziane con problemi motori. Particolarmente interessante il dispositivo chiamato "saliscendi" (realizzato dalla società inglese Elap), che può ruotare e scendere a livello della carrozzina.
Un sedile anteriore girevole per il passeggero viene proposto anche sulla Fiat Seicento Citymatic con frizione automatica di serie, insieme con il servosterzo a comando elettronico EPAS e con i comandi di guida già presentati sugli altri modelli.
In una delle piste esterne del Motor Show alcune vetture equipaggiate con i dispositivi dei vari allestitori sono a disposizione per manifestazioni e prove. Su un van Iveco, invece, sono state installate le apparecchiature utilizzate dai Centri di Mobilità Fiat per i test attitudinali dei disabili. Il veicolo funziona come punto di accoglienza per i rappresentanti delle varie Associazioni e per i portatori di handicap, i quali possono sperimentare sul posto il tipo di attività svolta dai Centri.
Oltre che nel capillare lavoro di ricerca e di affinamento dei prodotti esistenti, la Piattaforma Mobilità Disabili di Fiat Auto è impegnata anche in tre importanti progetti.
Il primo viene sviluppato attraverso accordi con le Aziende Sanitarie e con i Ministeri dei Trasporti e degli Enti Pubblici e propone un più stretto collegamento tra il lavoro delle USL e quello dei Centri di Mobilità Fiat, dove medici e fisioterapisti, grazie ad un sofisticato simulatore di guida, analizzano le capacità psicomotorie residue del disabile e consigliano le soluzioni tecniche più adeguate. L'obiettivo è offrire alle commissioni mediche statali la possibilità di utilizzare per le visite le strutture e le apparecchiature di Autonomy, consentendo così ai portatori di handicap di ottenere il rilascio della patente direttamente nei centri.
Il secondo si chiama "INCA" (Inventory of European Legislation and Regulation for Car Adaptation) e si propone di armonizzare le normative vigenti nei vari Paesi della CEE in materia di disabilità motoria per arrivare alla definizione di un codice di comportamento unico in tutta Europa. Sarebbe così possibile valutare ovunque nello stesso modo sia la sicurezza e l'efficacia degli adattamenti apportati al veicolo, sia le capacità e le esigenze del disabile.
Non meno importante il terzo progetto che si chiama "Transwheel" e si propone di realizzare su un Fiat Scudo un sistema di sollevamento per la carrozzina che il disabile utilizza al posto del normale sedile di guida.
Quello di Fiat a favore dei disabili è dunque un impegno a 360 gradi, che non coinvolge soltanto Fiat Auto, ma tutte le società del Gruppo operanti nel campo dei trasporti. Dal febbraio scorso, infatti, il Progetto Autonomy è stato allargato anche a Iveco, New Holland, Fiat Ferroviaria, Magneti Marelli, Centro Ricerche Fiat e Toro Assicurazioni, che si sono impegnate a estendere anche agli altri sistemi e mezzi di trasporto (collettivi e non) i traguardi raggiunti da Fiat Auto.
Ecco dunque esposte in un'area dello stand dedicata al Programma Autonomy una Multipla Fiat e una Fiat Seicento Citymatic attrezzate sia per consentire la guida ai portatori di handicap sia per trasportare persone con ridotte capacità motorie.
Destinato a facilitare l'approccio dei disabili con la mobilità e in particolare con l'automobile, il Programma Autonomy è divenuto ormai parte integrante della politica di Fiat Auto. Già in fase d'ideazione dei nuovi modelli, perciò, l'Azienda pone grande attenzione ai problemi delle persone con disabilità motorie, progettando, in codesign con aziende leader del settore, le proprie vetture in modo da renderle facilmente adattabili alle speciali attrezzature per la mobilità assistita.
Tutti i dispositivi realizzati sono semplici da installare e si integrano perfettamente nell'abitacolo, senza compromettere ergonomia, abitabilità e comfort. Non pregiudicano, ovviamente, gli standard di sicurezza e si affiancano ai comandi di serie, consentendo così la guida della vettura anche a persone senza difficoltà motorie. Non solo: si possono smontare facilmente ed offrono, quindi, il doppio vantaggio di poter vendere l'auto a prezzo di mercato, recuperando i comandi speciali per trasferirli sulla nuova vettura.
Tra le varie soluzioni tecniche proposte al Motor Show di Bologna, c'è il sistema, realizzato dalla Guidosimplex, che serve ad azionare i comandi tramite la sola voce. È montato su una Multipla Fiat, così come il dispositivo "Ears", un segnalatore luminoso e acustico, che avverte il conducente con problemi di udito quando sta sopraggiungendo un veicolo di soccorso dotato di sirena regolamentare (autoambulanza, auto della polizia, vigili del fuoco eccetera).
Sulla nuova Multipla Fiat saranno applicabili, naturalmente, anche altri dispositivi ormai collaudati, come l'acceleratore a cerchiello meccanico e il freno a leva della Kempf, due dispositivi che trasformano i comandi a pedale (freno e acceleratore) in comandi manuali al volante. E poi ancora la frizione automatica, l'acceleratore a cerchiello elettronico e il freno di servizio a leva della Guidosimplex.
Oltre alle attrezzature che servono ai disabili per guidare, ci sono quelle per il loro trasporto, come i sedili anteriori girevoli (studiati appositamente per la nuova "sei posti"), che agevolano l'ingresso in auto anche a persone anziane con problemi motori. Particolarmente interessante il dispositivo chiamato "saliscendi" (realizzato dalla società inglese Elap), che può ruotare e scendere a livello della carrozzina.
Un sedile anteriore girevole per il passeggero viene proposto anche sulla Fiat Seicento Citymatic con frizione automatica di serie, insieme con il servosterzo a comando elettronico EPAS e con i comandi di guida già presentati sugli altri modelli.
In una delle piste esterne del Motor Show alcune vetture equipaggiate con i dispositivi dei vari allestitori sono a disposizione per manifestazioni e prove. Su un van Iveco, invece, sono state installate le apparecchiature utilizzate dai Centri di Mobilità Fiat per i test attitudinali dei disabili. Il veicolo funziona come punto di accoglienza per i rappresentanti delle varie Associazioni e per i portatori di handicap, i quali possono sperimentare sul posto il tipo di attività svolta dai Centri.
Oltre che nel capillare lavoro di ricerca e di affinamento dei prodotti esistenti, la Piattaforma Mobilità Disabili di Fiat Auto è impegnata anche in tre importanti progetti.
Il primo viene sviluppato attraverso accordi con le Aziende Sanitarie e con i Ministeri dei Trasporti e degli Enti Pubblici e propone un più stretto collegamento tra il lavoro delle USL e quello dei Centri di Mobilità Fiat, dove medici e fisioterapisti, grazie ad un sofisticato simulatore di guida, analizzano le capacità psicomotorie residue del disabile e consigliano le soluzioni tecniche più adeguate. L'obiettivo è offrire alle commissioni mediche statali la possibilità di utilizzare per le visite le strutture e le apparecchiature di Autonomy, consentendo così ai portatori di handicap di ottenere il rilascio della patente direttamente nei centri.
Il secondo si chiama "INCA" (Inventory of European Legislation and Regulation for Car Adaptation) e si propone di armonizzare le normative vigenti nei vari Paesi della CEE in materia di disabilità motoria per arrivare alla definizione di un codice di comportamento unico in tutta Europa. Sarebbe così possibile valutare ovunque nello stesso modo sia la sicurezza e l'efficacia degli adattamenti apportati al veicolo, sia le capacità e le esigenze del disabile.
Non meno importante il terzo progetto che si chiama "Transwheel" e si propone di realizzare su un Fiat Scudo un sistema di sollevamento per la carrozzina che il disabile utilizza al posto del normale sedile di guida.
Quello di Fiat a favore dei disabili è dunque un impegno a 360 gradi, che non coinvolge soltanto Fiat Auto, ma tutte le società del Gruppo operanti nel campo dei trasporti. Dal febbraio scorso, infatti, il Progetto Autonomy è stato allargato anche a Iveco, New Holland, Fiat Ferroviaria, Magneti Marelli, Centro Ricerche Fiat e Toro Assicurazioni, che si sono impegnate a estendere anche agli altri sistemi e mezzi di trasporto (collettivi e non) i traguardi raggiunti da Fiat Auto.