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05 lug 2000
L'innovazione dal progetto al prototipo - Le fasi della ricerca
Da sempre Fiat Auto concepisce l'innovazione come una ricerca finalizzata e concreta che deve portare sulle automobili di serie dispositivi destinati a renderle sempre più efficienti, sicure e confortevoli, in modo da anticipare i nuovi bisogni del cliente.
Da sempre Fiat Auto concepisce l'innovazione come una ricerca
finalizzata e concreta che deve portare sulle automobili di serie
dispositivi destinati a renderle sempre più efficienti, sicure e
confortevoli, in modo da anticipare i nuovi bisogni del cliente. In
altre parole l'innovazione ha il compito di trasformare i sogni del
cliente, anche quelli che oggi potrebbero sembrare remoti, in
realizzazioni concrete.
In questo senso, dunque, è un'attività complessa, perché presuppone la
capacità di sfruttare tutte le sinergie possibili nel Gruppo. Per
esempio ricorrendo al contributo di professionalità diverse: da quelle
del Marketing, per interpretare e analizzare le attese dei clienti, a
quelle degli specialisti di settore (siano essi della Magneti Marelli o
della Fiat Auto, della Teksid o dell'Iveco); da quelle dei fornitori a
quelle degli uomini del Centro Ricerche Fiat.
È un lavoro sofisticato, nel quale s'impiegano in modo massiccio e
diffuso tutte quelle tecnologie computeristiche (CAD, CAM, CAE) che
oggi permettono di progettare "in virtuale" un dispositivo e poi
verificarne, con buona attendibilità, il comportamento e la fattibilità
industriale prima ancora che sia realizzato un solo esemplare fisico.
È un processo in divenire, che inizia suddividendo le aree di
ricerca in gruppi omogenei, sui quali vengono incanalati e focalizzati
gli studi e le prove. Prosegue attraverso la sperimentazione sui
prototipi e si conclude con le verifiche di fattibilità industriale.
In sintesi, perciò, si può dire che ogni nuovo progetto passa
attraverso tre fasi. La prima, di analisi degli scenari, per
interpretare i segnali deboli che vengono dal mondo esterno - dalle
nuove tecnologie ai nuovi paradigmi di vita - e vedere come questi
possano poi essere tradotti in progetti che siano di reale beneficio
per il cliente.La seconda, di studio vero e proprio, per declinare
queste aree tematiche in progetti operativi.La terza fase, infine, è
quella di sperimentazione avanzata, dalla quale nascono "i
dimostratori", cioè vetture sulle quali i nuovi dispositivi sono
perfettamente funzionanti, anche se realizzati con tecnologie non
definitive.
Da questo momento in poi il progetto esce dall'innovazione ed entra
nella fase di sviluppo vero e proprio, durante la quale si realizzano
le macchine e le linee produttive necessarie a montare i nuovi
dispositivi sulle vetture di serie.
Per dare conto di questo metodo di lavoro e consentire alla
stampa di partecipare più da vicino alle fasi di sviluppo descritte,
seguiremo - perciò - due vie.
Da un lato presenteremo due nuovi studi: il primo, relativo ad un
inedito tipo di telaio; il secondo, dedicato alle prospettive che si
aprono grazie alla prevista integrazione dei molti dispositivi
elettronici di bordo realizzati in questi anni e dei loro sviluppi.
Dall'altro lato riprenderemo alcuni dei progetti presentati
nel 1999 per scoprire come sono stati realizzati sui prototipi e
controllare se i risultati teorici attesi hanno trovato riscontro nel
comportamento delle vetture di dimostrazione oggi marcianti e
disponibili per le prove.
In questo caso si tratta:
- della concept-car Ecobasic, che può percorrere 100 km con meno di tre litri di gasolio, grazie ad un motore JTD di soli 1200 cm3 accoppiato ad un cambio robotizzato;
- del dispositivo d'iniezione "Multijet" (sistema di tipo "Common Rail" di seconda generazione) applicato ad un'Alfa 156 JTD con motore 1.9 e ad una Fiat Punto con propulsore 1.2;
- del controllo flessibile di alzata e fasatura delle valvole (VVA - Variable Valve Actuation) che è montato su una Lancia k 2.4 a benzina;
- della soluzione di "ibrido minimo" costituita da un motore termico accoppiato ad un motogeneratore elettrico e ad un cambio robotizzato. Dispositivo che è installato a bordo di una Fiat Brava 1.2 16v.