11 nov 2004

Fiat Auto partecipa al Salone Internazionale della Sicurezza Stradale

Si è aperto oggi a Rimini la seconda edizione del Salone Internazionale della Sicurezza Stradale. Promossa dall’ACI e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la manifestazione si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza strategica che il tema della sicurezza, della prevenzione e dell’educazione stradale oggi riveste per qualsiasi società evoluta.

All’evento non poteva certo mancare Fiat Auto che da sempre è in prima fila in questo ambito come dimostra l’assegnazione, nel 2002, del "Premio internazionale per la sicurezza stradale". Tra l’altro, sabato 13 si terrà il convegno “I giovani e la sicurezza” cui parteciperanno esperti del settore e tra questi parlerà Andrea De Adamich, responsabile del Centro Internazionale Guida Sicura Alfa Romeo di Varano de’ Melegari.

Alla rassegna di Rimini lo stand di Fiat Auto ospita gli ultimi due modelli Lancia Musa e Fiat Panda 4x4. Due vetture che nel campo della sicurezza si pongono ai vertici delle rispettive categorie. Merito, più ancora dei singoli dispositivi, dell’'insieme di tutte le soluzioni adottate. Ad esempio, Fiat Panda 4x4 offre di serie l'impianto ABS (Bosch 8) completato dal ripartitore di frenata EBD (Electronic Brake Distribution) e dall'MSR (Motor Schleppmoment Regelung). Quest’ultima funzione interviene quando in condizioni di bassa aderenza si scala bruscamente di marcia, ridando coppia al motore evitando il pattinamento derivante dal blocco delle ruote. Inoltre, Panda 4x4 propone una struttura rigida nella parte dell'abitacolo (in modo da proteggere gli occupanti dai danni derivanti dalle intrusioni in vettura) mentre è dotata di zone ad elevata capacità di assorbimento di energia nelle aree esterne all'abitacolo. Protezione completata, poi, dai dispositivi specificamente dedicati alla sicurezza: dagli airbag (possono arrivare fino a sei) alle cinture a tre punti con pretensionatori e limitatori di carico, dagli appoggiatesta regolabili al dispositivo antincendio FPS.

Al Salone di Rimini è presente una seconda automobile: Lancia Musa. Disegnata e costruita tenendo presenti i desideri e le nuove esigenze di mobilità degli automobilisti, la vettura offre un'impostazione di guida estremamente moderna: il piano di seduta alto consente di dominare la strada, sensazione accentuata dall'ampia vetratura. E ancora: il cambio è posto al centro della plancia, il volante è regolabile in altezza e in profondità, il sedile guida è dotato di dispositivo alzasedile. La strumentazione al centro della plancia facilita la lettura, grazie alla distanza ottimale delle scritte e alla grafica estremamente lineare. Tutti gli strumenti (analogici) sono retroilluminati con luce di colore arancio, per una più veloce messa a fuoco nel passaggio dal buio al cruscotto. Inoltre, alla posizione di guida ergonomica corrispondono eccellenti qualità di risposta dinamica. Le sospensioni di Lancia Musa sono studiate per garantire insieme controllo e comfort: quella anteriore è a ruote indipendenti del tipo McPherson, mentre quella posteriore è a ruote interconnesse con asse torcente. La combinazione dei due schemi adottati offre risultati di handling paragonabili a vetture di classe superiore. La sensazione di protezione a bordo non è solo l'effetto psicologico della cura, dell'eleganza, della familiarità "domestica" dell'arredo: corrisponde anche a un dato oggettivo, la rispondenza della vettura a precisi criteri di sicurezza.

Infine, sullo stand Fiat allestito al secondo Salone Internazionale della Sicurezza Stradale, il pubblico può conoscere, attraverso la proiezione di alcuni filmati su schermi al plasma, i segreti del prototipo Lancia Nea e il funzionamento dei sistemi ESP e Hill Holder.

Innanzitutto Nea, ovverosia “nuova”. Come può esserlo una concept-car che propone il massimo benessere della vita a bordo; l'adattabilità alle esigenze personali di pilota e passeggeri; una guida senza stress. E a queste caratteristiche aggiunge la capacità di comunicare, che significa sfruttare completamente le possibilità di colloquio, sia tra veicolo e guidatore sia tra la vettura e il resto del mondo.

Il secondo documento proiettato sullo stand di Fiat Auto mostra il funzionamento dell’ESP. Allo scopo di garantire una maggiore padronanza della vettura, il sofisticato Electronic Stability Program interviene nelle condizioni prossime al limite, quando è a rischio la stabilità della vettura, e aiuta il guidatore a controllare l'auto. Per ottenere questo risultato, l'ESP verifica di continuo l'aderenza dei pneumatici al terreno sia in senso longitudinale sia in senso laterale e, in caso di sbandata, interviene per ripristinare la direzionalità e la stabilità dell'assetto. Tramite sensori rileva, infatti, la rotazione della vettura attorno al suo asse verticale (velocità d'imbardata), l'accelerazione laterale dell'auto e l'angolo del volante impostato dal guidatore (che indica la direzione scelta). Confronta, poi, questi dati con i parametri elaborati da un computer e stabilisce, attraverso un complesso modello matematico, se la vettura sta percorrendo la curva entro i limiti di aderenza, oppure se è in procinto di sbandare di muso o di coda (sottosterzo o sovrasterzo). Per riportarla sulla traiettoria corretta, genera, dunque, un momento d'imbardata contrario a quello che causa l'instabilità, frenando singolarmente la ruota opportuna (interna od esterna) e riducendo la potenza del motore (agisce sulla farfalla). Proprio qui sta la peculiarità del dispositivo che agisce con interventi modulati sui freni in modo da essere i più dolci possibili (e quindi non disturbare la guida) e la riduzione della potenza del motore è contenuta, per garantire sempre ottime prestazioni e grande piacere di guida. L'ESP è sempre inserito.

Integrato a questo dispositivo c’è il sistema Hill Holder che assiste il guidatore nelle partenze in salita. Funziona quando la centralina ESP percepisce la variazione di inclinazione della vettura attraverso un sensore di accelerazione longitudinale posto sul pavimento sotto il sedile del passeggero. In fase di spunto in salita, dunque, la centralina si predispone all'intervento in presenza della prima marcia inserita e dei pedali del freno e della frizione premuti. Così la pressione alle pinze anteriori viene mantenuta per circa 1,5 secondi dopo aver rilasciato il pedale del freno consentendo al guidatore di partire con facilità. In caso di partenze in discesa con la prima marcia inserita la funzione Hill Holder non si attiva. Lo stesso comportamento si ha con la retromarcia inserita: nelle partenze in discesa il sistema è attivo, mentre nelle partenze in salita è disattivato.

Torino 11 novembre 2004

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